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Dizionario Rubianese
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PREMESSA

Nella valle di Susa, si possono distinguere due aree linguistiche dialettali: a monte di Susa e fino al Col di Tenda sono presenti i "patois" del gruppo Provenzale, mentre in bassa valle, val Sangone, valli di Lanzo e fino al Monte Rosa prevalgono quelli del gruppo Francoprovenzale 1-3. Tali gruppi trovano corrispondenza nelle parlate alpine, in Francia ed in Svizzera. I nostri "patois"provenzali sono la propaggine sul versante italiano dei dialetti alpino-provenzali e delfinesi; quelli francoprovenzali dei dialetti savoiardi e lionesi in Francia e vallesi-ginevrini e romandi in Svizzera.

Nel lavoro di G. A. Perucca 2 si dice che il nostro dialetto è, tra quelli delle prealpi piemontesi, quello che contiene meno caratteri di franco-provenzale, con elementi che quando non provengono dall’italiano, francese o piemontese, sono avanzi dei primi abitatori (almeno dal V° sec A. C.) delle nostre valli e cioè dei Cozi. Fa inoltre notare la differenza tra il "parlare" delle borgate più a sud, influenzate dal dialetto di Almese e Villardora e quelle del nord, a contatto con l’elemento di Col San Giovanni e delle Valli di Viù. Molti vocaboli sono uguali o simili quelli della Valle di Lanzo e questo non sorprende in quanto l’itinerario Almese-Colle del Lys-Viù, seppure non adatto ai carri, è stato percorso, fin dall’antichità, da un discreto numero di viaggiatori e mercanti: infatti sull’arco alpino, erano più frequenti i collegamenti tra gli abitanti dei versanti opposti anziché con quelli della pianura,

Gli studiosi ipotizzano tre fasi di innovazione linguistica della Valsusa: la prima, fino all’ottavo secolo, di sviluppo del provenzale(occitano), veicolato dagli scambi attraverso il Colle del Monginevro; la seconda di sviluppo del francoprovenzale dal Moncenisio attraverso la Valcenischia, creandosi così una frattura linguistica tra l’Alta Valle di radice provenzale e la Bassa Valle di radice francoprovenzale alla quale appartiene il dialetto di Rubiana.

Con la terza fase inizia la piemontesizzazione della Valle: il dialetto piemontese (nella sua espressione torinese) conquista Susa ed i centri del fondovalle risalendo gradualmente le valli laterali.

La compresenza del "patois" francoprovenzale e del piemontese è quindi un fenomeno antico nel quale il piemontese, che rappresentava la lingua socialmente più importante, era utilizzato da coloro che avevano maggiori contatti con la pianura. Nel caso di Rubiana, oltre agli scambi di frutta e prodotti agricoli con i mercati della pianura, vi fu la presenza estiva (da fine ottocento) dei villeggianti estivi (Ji sgnur d’Türin) che favoriva il bilinguismo e successivamente vi contribuì la presenza di un gran numero di "sfollati"da Torino durante la guerra 1943-45.

L’uso del dialetto si è conservato più a lungo nelle borgate alte e relativamente distanti dalle correnti di traffico, anche se progressivamente intercalato da parole e modi di dire "moderni". La scuola dell’obbligo, il servizio militare, la televisione, i giornali e l’immigrazione hanno gradualmente favorito la totale diffusione della lingua italiana nella popolazione giovanile ed a differenza di altre regioni come ad esempio Veneto o Sicilia, da noi sono pochissime le famiglie che hanno mantenuto l’uso del "patois", anche soltanto nell’ambito domestico.

Poichè un recupero funzionale del dialetto è improbabile, esso sarà presto dimenticato dalle giovani generazioni: per questo ho pensato di raccoglierne un certo numero di vocaboli.

Quelli caratteristici sono un centinaio, gli altri derivano dal piemontese, dal francese, talvolta differenti solo nella nella pronuncia: li ho raccolti con l’aiuto di persone anziane e diversi soci del gruppo Alpini di Rubiana che ringrazio.

L’elenco è sicuramente incompleto e da perfezionare, anche graficamente, perciò invito chi vuole collaborare con osservazioni, aggiunte, ecc. a segnalarmele inviando una e-mail a:

g.giorda@infoatservice.it .

Nota: Nel parlato corrente del secolo scorso, in genere non si usavano le parole: "patois" o "dialetto" ma piuttosto: Parlà a nosta moda oppure "a moda d’Rübiana" ; anziché "Rubianese o rübianin" era più usato: Giän d’Rübiana (gente di Rubiana)

1) G. FALCO; La Bassa Val di Susa e la Val Sangone Ed. L’arciere Cuneo, 1990

2) G. A. Perucca Per la storia dei dialetti Prealpini Da: Bollettino Ricerche Subalpine 1933

3) Carta delle minoranze etnico linguistiche in Italia. Lit. Art. Calc. Firenze 2001