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| Cenni Storici |
C’è una conca in Val
di Susa
adagiata in verdi prati;
la percorre, spumeggiante,
l’onda azzurra del torrente.
Rit. E’
Rubiana, canta il Messa;
il Civrari le fa schiena,
Rocca Sella la protegge,
Su nel ciel splendente è il sol!
Da: “La Canzone
di Rubiana” di Don G.B. Vallory
La
conca smeralda di Rubiana, si distende, a forma di trapezio,
in un ampio anfiteatro montuoso, sulla sinistra della
Dora Riparia, compreso tra il monte Curt, il Santuario
della Bassa, il Colle del Lys, il monte Rognoso, il
MonteCivrari, il Monte Sapei e Rocca Sella, confina
a valle con i comuni di Almese e Villardora degradando
dai m. 2234 di Punta della Croce ai m. 520 della borgata
Molino. La superficie totale è di 26.76 Kmq.
Ricca di verde, con boschi di castagni, querce, faggi,
larici, pini, prati e pascoli, è stata in passato
abbondante produttrice di frutta (castagne, mele, ciliegie)
ed anche di latticini che venivano settimanalmente portati
per la vendita al Mercato di Almese mentre la frutta
veniva portata fino ai mercati di Torino. Le vigne,
un tempo diffuse nel versante sud della collina morenica,
sono state in buona parte sostituite da numerose ville
costruite negli anni scorsi. Rubiana appare la prima
volta su un documento dell’anno 1029, quando il
Marchese Manfredi di Torino e la moglie Berta fecero
dono di questa terra all’Abbazia di SanGiusto
in Susa, perciò a quell’epoca Rubiana era
già una pieve fiorente, degna di comparire, insieme
ad altri paesi della valle nell’elenco di una
donazione. Era soggetta al controllo del castellano
che risiedeva nel castello di S. Mauro, presso Almese. Le ricerche storiche ci dicono che i primi abitanti
della valle furono i Liguri, poi subentrarono i Celti
o Gallo-Celti, popolazioni che prima di subire l’influsso
romano e poi cristiano, adoravano le divinità
delle foreste dove si recavano a compiere atti di culto.
Fra le divinità vi era il dio Arubianus, dal
quale potrebbe derivare il nome Rubiana, che altri storici
fanno invece derivare dal latino “ruber-rosso”,
colore predominante rossastro del terreno. Il colore del terreno indica notevole presenza di minerale
di ferro ed infatti nella storia del paese nei secoli
XVI e XVII si fa cenno ad un’intensa attività
estrattiva nelle zone del Monte Arpon, con trasporto
per mezzo di muli lungo il rio del Ferro fino al Fornello.
In questa borgata il minerale veniva ridotto a ferro
per mezzo del carbone di legna. La produzione di carbone
di legna è stata un’altra delle risorse
naturali di Rubiana fino all’ottocento; anch’esso
veniva trasportato con carri e venduto sui mercati di
città. Le abitazioni sono sparse sul territorio
in circa 100 borgate suddivise tra il Capoluogo e le
Frazionidi Favella e Mompellato. La strada provinciale
che da Almese sale al Colle del Lys, attraversa il paese
e mette in collegamento la Valle di Susa con le Valli
di Lanzo. Il clima salubre e la comoda vicinanza con
Torino (30 Km.), hanno fatto di Rubiana uno splendido
centro di villeggiatura estiva, molto adatta agli anziani
ed ai bambini, oltre che meta turistica per il week-end,
con notevoli possibilità di passeggiate ed escursioni.
La rete di mulattiere e sentieri attraversa il territorio,
che, oltrei 1000 metri, presenta una bassa vegetazione
di montagna con rododendri, mirtilli, lamponi genzianelle,
narcisi. La valle è attraversata dal Torrente
Messa, alimentato dai numerosi affluenti laterali (rivi);
esso fornisce ancora oggi acqua ad alcune delle “Bealere”
di irrigazione realizzate nei secoli scorsi dai rubianesi,
oltre ai “Mulini dei cereali” ormai in disuso.
Le glaciazioni hanno lasciato tracce nell’erosione
del terreno, nella formazione di una collina morenica
verso sud e di piccoli cocuzzoli rocciosi sparsi sul
territorio detti “Mollar” (Fornero, Brunatto,
Micè, Magò, Pertica, ecc.)
(Alcune notizie sono
tratte da: E. Patria RUBIANA “Una Comunità
diValsusa” Vol. I e N. Bartolomasi “Valsusa
Antica” Vol. I) |
STORIA E DESCRIZIONE DELLO STEMMA COMUNALE
Descrizione araldica (ricavabile dall’atto di concessione dello stemma), breve cenno storico, traduzione e spiegazione del motto. Si prega di segnalare se il comune non è in possesso di stemma o di stemma non ancora riconosciuto.
Il decreto di concessione dello stemma e del gonfalone del 28.01.1958 riporta la seguente descrizione: “STEMMA: D’azzurro troncato da un filetto d’argento; il primo al leone di oro coronato dello stesso; il secondo a tre monti al naturale di pietra rosseggianti fondati su campagna di verde. Ornamenti esteriori del Comune”. |
Cenno storico corografico e blasonatura dell’arma civica di Rubiana
“(…) Il progetto araldico, ricorda nei tre monti di terra rossiccia, la colorazione di essi, dato forse da presenza di pirite nel terrreno. Il Leone coronato, simboleggia la soggezione della terra di RUBIANA alle varie e nobili prosapie nei secoli passati”
Lo stemma non contiene motto.
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ORIGINE DEL NOME DEL COMUNE
Il nome "Rubiana" potrebbe derivare o dal nome di una delle divinità dei Celti, il dio Arubianus, o dal latino ruber-rosso, colore predominante rossastro del terreno dovuto alla massiccia presenza di ferro.
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EPOCA DI FONDAZIONE (primi nuclei abitativi)
Come testimoniano ritrovamenti archeologici, la zona di Rubiana è frequentata in epoca romana come luogo di transito commerciale. Ma il nome di Rubiana è citato per la prima volta in epoca medievale nell’elenco dei beni patrimoniali che vengono attribuiti all’Abbazia di San Giusto di Susa al momento della sua fondazione nel 1029 da parte del marchese Olderico Manfredi e di Alarico, vescovo di Asti. |
ISTITUZIONE DEL COMUNE
Statutae Rubianae 1414 compilatori incaricati Michelone Troccello, Mundino giorda e Brunerio Losa.
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ABITANTI A INIZIO 1900 (da censimento 1901)
3155 |
SUPERFICIE TERRITORIALE IN KM E ALTITUDUNE s.l.m.
Superficie Km quadrati:26,76
Altitudine s.l.m: m 640
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FRAZIONI DEL COMUNE
Favella e Mompellato
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BIBLIOTECHE E MUSEI E RELATIVI INDIRIZZI
Servizio Bibliotecario Intercomprensoriale di Pinerolo
BIBLIOTECA DI RUBIANA - Piazza Roma n. 1
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DESCRIZIONE DEGLI AVVENIMENTI STORICI PIU’ SIGNIFICATIVI E DELLA STORIA DELLA COMUNITA’ DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI
Come testimoniano ritrovamenti archeologici, la zona di Rubiana è frequentata in epoca romana come luogo di transito commerciale. Ma il nome di Rubiana è citato per la prima volta in epoca medievale nell’elenco dei beni patrimoniali che vengono attribuiti all’Abbazia di San Giusto di Susa al momento della sua fondazione nel 1029 da parte del marchese Olderico Manfredi e di Alarico, vescovo di Asti. Nel 1414 Rubiana dipenderà dal potere dei monaci di Susa fino alla soppressione dell’Abbazia, avvenuta nel 1786, anche perchè il paese fa parte della castellania abbaziale di San Mauro che comprende anche San Mauro e Almese.
Alla soppressione dell’Abbazia di San Giusto, che appartiene al Regio Patrimonio, Rubiana viene ceduto al conte Chiavarrina. La storia del paese procede senza episodi degni di nota fino alla seconda guerra mondiale, quando quella zona si distingue per la lotta antifascista: 33 partigiani cadono in uno scontro a fuoco. Presso il Colle del Lys è stato costruito un monumento alla memoria ed un centro di documentazione storica sulla Resistenza, punto di riferimento per tutta la zona occidentale di Torino. |
PERSONAGGI ILLUSTRI
Francesco Tabusso Pittore. Nato a Sesto San Giovanni il 27 giugno 1930. Dopo aver conseguito la Maturità Classica frequenta lo studio di Felice Casorati. Tra i suoi compagni di scuola Edoardo Sanguineti e Andrea Bruno. Nel 1953 fonda insieme ad Aimone, Francesco Casorati, Chessa, Niotti, la rivista "Orsa Minore". Nel 1954 partecipa alla Biennale Internazionale di Venezia dove tornerà invitato anche nel 1956 e nel 1958 e nel 1966 gli sarà dedicata una sala personale. Nel 1956 la mostra alla galleria "La Strozzina" di Firenze, con la presentazione di Felice Casorati. L'anno successivo il Premio "Fiorino", il Premio "Michetti". Nel 1959 la prima mostra alla "Bussola", presentato da Luigi Carluccio.Ormai trentenne Tabusso è pittore affermato, con inviti alle più prestigiose rassegne internazionali, tra cui Bruxelles, New York, Mosca, Alessandria d'Egitto. Del 1963 la personale alla Galleria milanese di Ettore Gian Ferrar. Insegnante di Discipline Pittoriche al Liceo Artistico dell'Accademia di Brera a Bergamo, ed in seguito, fino al 1984, al Liceo Artistico dell'Accademia Albertina di Torino. Nel 1975 realizza la Grande Pala Absidale "Il Cantico delle Creature" per la Chiesa di San Francesco d'Assisi a Milano, progettata da Gio' Ponti, opera completata successivamente con quattro trittici dedicati ai "Fioretti di San Francesco". Poi l'importante mostra "Hommage a Grünewald", a Colmar, Torino e Milano.
Tabusso è un pittore semplice, immediato, diretto. Di gente,di vita, di sogni, di fiaba. Per questo è amato, merito raro per gli artisti, sia dai critici sia dalla gente, che lo hanno eletto cantore della semplicità, della quotidianità, della natura, della bellezza.
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EDIFICI, MONUMENTI STORICO – ARTISTICI E OPERE D’ARTE SIGNIFICATIVI
Santuario Madonna della Bassa (1713 – 1714)
Il santuario di Rubiana e il culto della Madonna della Bassa ad esso legato, risalgono all'epoca moderna: la Chiesa è stata edificata sul luogo in cui sorgeva un pilone votivo, innalzato nel 1714 da Lorenzo Nicol di Mompellato per ricordare la sua guarigione avvenuta per opera della Madonna. Purtroppo gran parte degli ex-voto presenti nella chiesa è andata perduta.
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BIBLIOGRAFIA INERENTE IL COMUNE
Statutae Rubiana 1414 Originale in Archivio Storico del Comune di Rubiana, Copia Semplice (sec. XV),
Ettore Patria “Rubiana, una comunità di valsusa” V.I, Tipolito Melli 1982
Ettore Patria “Rubiana, una comunità di valsusa” V.II, Tipolito Melli, 1990
Contatto:
RODELLA Roberta
Telefono 011/9358923 int. 5
fax 011/9358680
e-mail: segreteria@comune.rubiana.to.it
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