A partire dalla seconda metà del novecento,
la popolazione residente di Rubiana si è progressivamente
concentrata nella zona bassa del paese, anticamente
detta “Piano” per distinguerla dal “Traverso”
(zona al disopra della Bealera del Piano) e dalla “Montagna”
(le attuali frazioni di Favella e Mompellato) che un
tempo erano invece le zone più abitate. Nei secoli
scorsi, quando l’economia era tipicamente agro-pastorale,
il territorio poteva essere meglio sfruttato abitando
in prossimità dei pascoli o dei terreni da coltivare.
Si erano perciò formate, in modo molto disperso
sul territorio, piccole borgate abitate da famiglie
di pastori-contadini, all’interno delle quali
convivevano gruppi famigliari più o meno numerosi
in grado di mantenersi in quasi totale autonomia.
I pochi generi di prima necessità (sale, candele
o petrolio per il lume, vestiario e pochi altri), erano
acquistati settimanalmente al mercato di Almese scambiandoli
con i prodotti della terra in esubero (burro, formaggi,
frutta, ecc.) oppure scambiando il lavoro degli uomini,
che andavano a mietere il grano nelle cascine di pianura,
col frumento necessario per avere il pane durante l’anno
successivo.
Spesso queste famiglie hanno dato il nome alla borgata
dove sono vissute per molte generazioni. La permanenza
degli stessi cognomi delle famiglie nelle varie borgate
è anche legata alla tradizione successoria che
prevedeva la proprietà della casa paterna al
figlio maggiore ed alla sua famiglia.
Le borgate, così ben distribuite sul territorio,
erano collegate tra loro da una fitta rete di sentieri
che permettevano l’accesso ai fondi ed ai pascoli,
mentre le mulattiere costituivano il collegamento usuale
con le poche strade carrabili esistenti.
A differenza di altre zone della Valsusa, a Rubiana
i trasporti avvenivano quasi esclusivamente a spalla
con gerle o con i muli, perciò mulattiere e sentieri
erano molto curati e ben distribuiti sul territorio.
Percorrendo mulattiere e sentieri si possono incontrare
numerose edicole religiose costruite nei secoli scorsi,
dette “Piloni”, aventi la funzione di luogo
di sosta e di culto.
Hanno in genere una robusta struttura di pietra e l’ombrosa
nicchia che si apre al loro interno, dove sono dipinti
affreschi e posti fiori ed immagini della Madonna o
dei Santi.
Il luogo di culto che le famiglie di borgata hanno costruito
presso le loro abitazioni, ha assunto nel tempo ed in
particolare nell’ottocento, una nuova dimensione
in alcune borgate più lontane dalla Chiesa Parrocchiale,
trasformandosi da semplice edicola votiva (pilone),
ad edificio coperto per l’incontro comunitario
(cappella).
Diventando edifici di uso pubblico, queste costruzioni
hanno finito per obbedire ad un costante e determinato
canone estetico e religioso che è tipico di molte
vallate alpine.
Costruite probabilmente sulla sede di precedenti piloni
votivi o su terreni ceduti da uomini o famiglie residenti
in zona, esse rappresentano il primo luogo d’incontro
della piccola comunità locale per rendere e chiedere
grazie a Dio, alla Madonna ed ai Santi, oppure, al termine
della giornata, per pregare i defunti.
A seguito dell’erezione delle cappelle, nacque
la tradizione di celebrare la "festa patronale"
delle borgate, nel giorno del Santo o della Madonna
titolari.
In questa tradizione, bisogna anzitutto notare il "gusto
della festa", in quanto la popolazione coglieva
l'occasione per ritrovarsi assieme e concedersi un giusto
sollievo spirituale e fisico.
Le varie feste titolari si celebravano in modo che la
data di una festa non coincidesse con quella di un'altra
cappella, così che ad ogni festa potevano partecipare
tutti i fedeli della parrocchia e non solo della borgata,
oltre a quelli delle parrocchie limitrofe.
Erano preziosi valori umani e religiosi di amicizia,
di fratellanza, di fede, che univano e ricreavano gli
abitanti del paese.
Alcune antiche cappelle sono state "promosse"
Chiese Parrocchiali come quelle di Ciacià Tabone
(Favella) e Mompellato, altre possono essere considerate
veri "Santuari" come quella di Randa, della
Bassa e di N.S. di Lourdes.
Attualmente sul territorio di Rubiana esistono, oltre
ad una settantina di piloni, i seguenti edifici religiosi:
Nella Parrocchia di Mompellato:
-Chiesa Parrocchiale dedicata ai SS Grato e Maddalena
-Santuario della Bassa dedicato all'Assunta ed all'Addolorata
-Cappella della Nubbia (Bg. Carello) dedicata alla Madonna
delle Nevi
Nella Parrocchia di Favella:
-Chiesa Parrocchiale in borgata Tabone dedicata a San
Giuseppe
-Cappelle di borgata Favella dedicata a San Bartolomeo
-Cappella di borgata Ferro dedicata ai Santi Brigida,
Anna e Rocco
Nella Parrocchia di Rubiana:
-Cappella di borgata Giorda Superiore dedicata a San
Mattia
-Cappella di borgata Mollarbrunatto dedicata alla Madonna
di Vicoforte (Vico)
-Cappella di borgata Magò dedicata a N. S. del
Cuore di Gesù
-Cappella di borgata Ciarma dedicata a Maria Madre della
Provvidenza
-Cappella di borgata Molino dedicata a Maria SS. della
Consolazione
-Cappella di borgata Montecomposto dedicata a San Barnaba
e Santa Lucia
-Cappella di borgata Gabaira dedicata alla B.V.Annunziata
e ai Santi Marco e Domenico
-Santuario di N.S. di Lourdes nella borgata omonima
-Santuario di N.S. delle Grazie a borgata Randa |